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I casinò "europei": concessioni e licenze all'interno dell'Unione

PERCHE' LE LICENZE EUROPEE NON HANNO VALORE IN ITALIA

Cominciamo subito con un chiarimento preliminare: l'unico ente accreditato per consentire ad un operatore di gioco online di operare legalmente l'Italia è l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di stato, che a ciò provvede, dopo regolari bandi di gare, con l'attribuzione della concessione. Per partecipare ai bandi di gara gli operatori denovo avere determinati prerequisiti, e successivamente una volta divenuti concessionari devono mantenere e rispettare una serie di standard; su questi requisiti e standard vige sempre il controllo anche successivo dell'AAMS.

La regolamentazione dei giochi online da parte italiana è avvenuta fin dai tempi delle scommesse sportive online, per poi allargarsi man mano, e pian piano, fino a ricomprendere allo stato attuale delle cose, dopo il 3 dicembre 2012, tutti i campi possibili dei giochi con vincite in denaro esercitati a distanza. In alcuni casi la nostra regolamentazione è stata anticipatrice, altre volte è arrivata in ritardo rispetto ad altri mercati regolamentati.

Breve introduzione ai casinò europei ed alle diverse posizioni in Europa sui giochi online

LA POSIZIONE DELLA GRAN BRETAGNA DAL 2008 AL 2013

A seguito dell'introduzione nel settembre 2008 in Gran Bretagna del nuovo Gambling Act. molti casinò online, prima residenti oltreoceano, si sono mobilitati e si sono trasferiti in massa nel vecchio contintente. La normativa britannica sopra citata, dice in sostanza, che ogni operatore residente all'interno dell'UE e dell'EEA (Area Economica Europea) viene parificato di diritto agli operatori che hanno concessione britannica; e ciò vale anche per alcuni stati dell'UE come la Germania o l'Austria, che seppur non considerano i giochi di sorte online ricompresi nel trattato UE sulla libera circolazione dei servizi e delle merci, hanno deciso per il momento di non regolamentare (ancora) la questione a livello nazionale.

I due poli attrattivi principali in Europa per la ricollocazione delle società di gioco online si sono rivelati Malta e Gibilterra, a dispetto della stessa Gran Bretagna, che nonostante fosse stato il motore di questa rivoluzione, è stata "snobbata" (passateci il termine) dalla maggior parte degli operatori online. I motivi di questa bipartizione sono molteplici, ma crediamo che abbia influito soprattutto il regime di tassazione agevolato che sia Gibilterra che Malta hanno riservato alle società di gaming lì insediate.

Altri paesi invece come l'Italia e la Francia, si sono mostrati più protezionisti ed hanno portato la questione diverse volte dinanzi la corte di giustizia europea, con alterne vicende processuali. La linea di confine segnata dall'atteggiamento normativo italiano però alla lunga si è rivelata vincente; la maggior parte degli operatori già operanti nel mercato europeo, magari britannico, od a Malta, sono stati "obbligati" da diversi paesi a partecipare ai diversi bandi di gara nazionali ed ad ottenere delle singole licence o concessioni nazionali. Ovviamente trattandosi di operatori professionali è stata una sorta di "conferma" dei requisiti già in possesso degli operatori stessi, e quindi l'aspetto più rilevante delle concessioni nazionali rimane e resta a nostro parere quello fiscale: tutti gli operatori dovranno così essere autorizzati e contribuire con le imposte, nei diversi paesi in cui la raccolta online avviene.

Tale orientamente iniziato dalla nostra Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, è stata da questo punto di vista anticipatrice dei tempi: di recente molti altri paesi hanno optato per la medesima soluzione del problema e tra essi ad esempio, Belgio, Danimarca, Spagna che con i propri organi di controllo consentono solo ad operatori autorizzati "localmente" di operare online.

 

ANCHE LA GRAN BRETAGNA "CAMBIA IDEA": LA POSIZIONE CORRENTE

A partire da fine 2013 anche la Gran Bretagna è ritornata sulle proprie posizioni "ultraliberistiche" ed ha deciso di passare da questa apertura "quasi indiscriminata" del 2008, ad un sistema di concessioni interno e proprio, gestito ovviamente dalla Gambling Commission.

Oggi quindi la regolamentazione del gioco d'azzardo online in Inghilterra è decisamente simile a quella italiana; a nostro avviso questa soluzione sarà quella sposata da tutti i Paesi che intenderanno regolamentare il fenomeno, soprattutto per evitare perdite "erariali" (il motivo che sembra aver convinto gli inglesi per una volta a seguire gli europei continentali!).

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